Grazie a Peppe Provenzano, che ha avuto l’idea di questa giornata e grazie a tutti voi che siete qui oggi.

Non credo che la partecipazione ai nostri lavori sia dettata solo dalla sconfitta del quattro marzo. Sarebbe troppo facile, forse pure consolatorio. Io penso che siamo qui oggi per un motivo diverso perchè la sinistra, tutta la sinistra, negli ultimi venticinque anni ha rinunciato a inventare il futuro.

Non abbiamo perso contro il centrodestra classico, quello della Merkel, del PPE, addirittura di Berlusconi (che, comunque, ci aveva sconfitti più volte). Le forze vincitrici dell’ultima tornata elettorale — Lega e Movimento 5 Stelle — hanno fatto una cosa che noi non facciamo più: hanno proposto un’idea di società, di mondo, di domani. Sbagliata, disordinata, forse addirittura un po’ triste, ma evidentemente abbastanza credibile per il 51% degli elettori.

Nessuno vince le elezioni con la buona amministrazione.

Così, mentre i nostri avversari disegnavano la loro Italia ideale noi ci siamo rinchiusi nella ridotta dei tutelati, dei vincitori, di chi ha visto i grandi vantaggi della globalizzazione ma non i suoi squilibri.

Abbiamo raccontato la generazione Erasmus, un modo di dire che non significa nulla. Gli studenti Erasmus sono meno del 5% sul totale della popolazione universitaria italiana, una percentuale misera.

No, la generazione Erasmus non esiste.

Esistono però i rider di Foodora, gli stagisti a 400 euro al mese (quando va bene), i neolaureati disoccupati, gli operai di Amazon in sciopero. A loro cosa abbiamo raccontato? Gli abbiamo tracciato le magnifiche sorti progressive di un paese che forse esiste solo in alcune aree geografiche fortunate.

Siamo all’Anno zero ma non nel senso cristologico del termine, non stiamo aspettando un messia o festeggiando la nascita del salvatore. Il nostro Anno Zero somiglia più a quello di Rossellini, alla macerie di Berlino. Ecco, per rimuovere queste rovine, per ricostruire tutto, dopo la discussione di questa mattina mi pare che ci dobbiamo muovere su tre grandi direttrici:

Il rapporto tra noi e l’automazione.

Il rapporto tra noi e l’Europa.

Il rapporto tra noi e il digitale.

Il tempo è tiranno e non posso approfondire come vorrei nessuno dei tre temi ma, per concludere, dopo che nella giornata di oggi ho sentito citare Marx, la Bibbia, Keynes, Primo Levi e tanti altri, userei una citazione molto più banale.

Nel terzo volume del Signore degli Anelli, Gondor deve fronteggiare l’assedio di Sauron e delle forze di Mordor. Inizialmente il sovraintendente rifiuta ogni aiuto e non vuole accendere i fuochi di soccorso ma, grazie al consiglio di Gandalf, alla fine le fiamme di Amon Din illuminano le notti della Terra di Mezzo.

Ecco, oggi noi dobbiamo accedere i fuochi della speranza. Allora, e solo allora il nostro popolo ci riconoscerà.

Grazie.