Il 4 marzo 2018 è stato l’anno zero della sinistra italiana. Una sconfitta senza precedenti nella storia. Una classe dirigente che si è rivelata la peggiore di sempre. E non perché ci ha fatto perdere così tanto, ma perché ci ha lasciato così poco da cui ripartire.

Peggio della sconfitta, è stata la reazione alla sconfitta.

Sinistra Anno Zero è uno spazio aperto.

A chi è rimasto nel Pd, magari senza aver condiviso errori e responsabilità.

A chi ne è uscito, s’è allontanato alla spicciolata o ha tentato altre vie.

A chi non c’è mai entrato, nemmeno per caso o perché ha trovato chiuso.

Sinistra Anno Zero è un luogo in cui confrontarsi, abbandonando il narcisismo delle piccole differenze.

Pensiamo che si debba ripensare e ridiscutere quello che siamo stati non negli ultimi cinque anni, ma negli ultimi venticinque.

Alzando lo sguardo sul mondo, sulle trasformazioni di una società. Per ritrovare l’ambizione di cambiarli, e prim’ancora di capirli.

Se vogliamo farci capire, essere semplici e popolari, senza cedere alla brutalità, non dobbiamo studiare di meno.

Dobbiamo studiare di più. Uno studio vivo, fatto sporcandosi le scarpe. E condurre una battaglia nella società. Con passione. Con umiltà.

Noi vogliamo provare a ripartire. A ricostruire una comunità. C’è una generazione che ha resistito, pagando troppo per gli errori altrui. Non è un fatto anagrafico, c’è una comunità dispersa a tutte le età.

Serve un messaggio che parli a un vasto mondo “fuori”, che esprime un bisogno di sinistra, che continua a fare cose buone e giuste, spesso malgrado la sinistra politica e qualche volta persino contro.

L’anno zero, si sa, non esiste. Ma c’è l’ambizione di voler rimettersi all’opera, ricominciando dall’inizio, dai fondamenti, dai principi.

Non cadremo nella contrapposizione tra vecchio e nuovo.

Ci preme capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

E dobbiamo scegliere ciò che è giusto, anche quando non è facile.

Il 7 aprile, persino al di là delle nostre intenzioni, è stata una giornata in cui si sono piantati molti semi per il rinnovamento della sinistra italiana. Un’assemblea larga e partecipata, che rappresenta l’avvio di un percorso.

Qui troverete la registrazione dell’intera giornata, la relazione di Peppe Provenzano, che è stato uno dei promotori dell’incontro, gli interventi  degli altri promotori e dei molti ospiti che  hanno affrontato temi di carattere generale o più specifici.